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Questa sezione del sito ha lo scopo di pubblicare i vari articoli scritti dall'Avv. Margherita Corriere riguardanti diverse tematiche dal diritto di famiglia ai diritti dei minori, dalla tutela dei consumatori a quella dei disabili, dei malati e delle fasce più deboli e vulnerabili della società.
Questa pagina sarà costantemente aggiornata e riempita di vari articoli trattanti le tematiche della tutela dei consumatori, dei disabili e dei malati. Man mano che la pagina verrà aggiornata gli articoli vecchi verranno archiviati e potranno comunque essere visualizzati nei link presenti in fondo alla pagina.

Pagina aggiornata al 12/09/2017

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C.E.D.U. e molestie nei confronti di una persona disabile:

Con sentenza del 24 luglio 2012, la C.E.D.U.  nel caso Dordevic / Croazia, ha stabilito che le molestie violente e persistenti nei confronti di un disabile da parte dei vicini minorenni violassero gli obblighi positivi imposti dagli articoli 3 e 8 della Convenzione.
Il ricorso è stato presentato da una persona con disabilità fisica e mentale e da sua madre. Entrambi i ricorrenti, che abitavano  in un appartamento al piano terra a Zagabria, avevano lamentano di essere stati molestati continuamente dal luglio 2008 al febbraio 2011 dai bambini delle vicine scuole elementari e di non aver ricevuto adeguata protezione da parte delle autorità locali. I ricorrenti avevano denunciato una serie di incidenti : atti di vandalismo, suono del campanello ad ogni ora, scritte  offensive davanti alla casa, molestie gravi al primo ricorrente, tra cui anche lo spegnimento delle sigarette accese sulle mani.
Tutto ciò i aveva causato   stati di ansia e stress soprattutto nel giovane disabile.
 I ricorrenti avevano presentato molte denunce alle autorità competenti, chiedendo l’intervento delle forze di polizia in maniera reiterata, ma purtroppo  la polizia era arrivata o in ritardo o si era limitata a disperdere i giovani molestatori.
Inoltre  le autorità non avevano adottato alcun provvedimento, avendo concluso che anche se i giovani teppisti avevano ammesso di essere stati gli autori delle violenze e delle molestie, essi non potevano comunque essere perseguiti perché minorenni.
La C.E.D.U. ha ritenuto che i maltrattamenti patiti dal primo ricorrente hanno raggiunto un grado sufficiente di gravità per permettere la protezione offerta dall’articolo 3 della Convenzione.  Secondo la C.E.D.U. lo Stato convenuto aveva infatti l’obbligo positivo di impedire gli atti di molestia nei confronti del primo ricorrente, disabile, garantendogli un’adeguata protezione.  La C.E.D.U. ha preso atto che le autorità locali non hanno compreso per nulla   la gravità della situazione e  non hanno adottato serie misure in concreto al fine di prevenire nuove molestie. Ed infatti nemmeno i servizi sociali locali erano intervenuti a lavorare con i minori molestatori. Per tutti questi motivi la C.E.D.U. ha ritenuto che lo Stato convenuto è venuto meno al proprio obbligo positivo di adottare tutte le misure ragionevoli per impedire il perpetrarsi degli abusi subiti dal primo ricorrente disabile. Pertanto  la Corte di Strasburgo  ha dichiarato all’unanimità che sussisteva violazione dell’articolo 3 della Convenzione.
Tra l’altro è stato accertato  che le molestie subite dal primo ricorrente hanno inciso negativamente sulla vita della propria  madre,  seconda ricorrente, violando  il suo diritto al rispetto della vita privata e familiare, garantita dall’articolo 8 della Convenzione.
La C.E.D.U. ha quindi riconosciuto a entrambi ricorrenti, ai sensi dell’articolo 41 della Convenzione, un risarcimento per danni morali pari a complessivi 11.500 euro.
Questa sentenza fissa principi importanti in un caso di molestie contro una persona disabile. Tali principi sono applicabili a tutti gli Stati firmatari della Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e pertanto anche al nostro Stato.

 

 

Il Tribunale di Castrovillari dispone l’affidamento materialmente condiviso ed il mantenimento diretto della prole:

Quando una coppia si separa può succedere che, in presenza di prole, si perdano di vista i loro autentici interessi, sprecando il tempo e le energie in lotte intestine per accaparrarsi la collocazione prevalente dei figli o il loro affidamento esclusivo. A volte lo stesso affidamento condiviso, così come disposto, con collocazione del minore presso uno dei genitori e diritto- dovere dell’altro di intrattenersi con i figli solo per poche ore settimanali, oltre i weekend alternati, provoca un depauperamento di una figura genitoriale e del loro ruolo, che sicuramente causerà delle problematiche da “parental loss” nei minori.
Varie ricerche scientifiche effettuate su vasta scala hanno rilevato che i bambini che, dopo la separazione o il divorzio dei loro genitori, sono stati costretti a vivere una condizione sostanzialmente monogenitoriale, hanno accusato disagio, problematiche emotivo-relazionali, malattie mentali, deficit affettivo.
Di contro, uno studio scientifico internazionale del 2014, riportato sulla rivista dell’Associazione Psicologi Americani, ha evidenziato che stabilire tempi paritari di intrattenimento dei bambini con ciascuno dei due genitori separati e i pernottamenti dei bambini con il padre dà loro più serenità e “favorisce nei bambini la consapevolezza che l'accudimento è compito di entrambi i genitori e non di uno solo di loro”.
A garantire un affidamento condiviso, veramente tale, con tempi paritari da trascorrere con ciascuna delle due figure genitoriali, è indirizzata l’ordinanza sui provvedimenti urgenti nell’interesse dei coniugi e della prole emessa ex art. 708 c.p.c. dal Presidente di sezione del Tribunale di Castrovillari, Dr. Vincenzo Di Pede. Infatti tale provvedimento, favorendo un affidamento sostanzialmente e materialmente condiviso, dispone che siano i coniugi separati ad avvicendarsi, a settimane alterne, presso la casa coniugale, mentre il figlio rimarrà stabilmente ad abitarla. In tal modo al minore non verrà sottratta la presenza significativa di uno dei due genitori e potrà crescere avendo accanto entrambi i genitori che potranno accudirlo, assisterlo, provvedere alla sue cure e alle sue esigenze tutte comprese quelle importanti affettivo-relazionali.
Con il sopracitato provvedimento si è disposto anche il mantenimento diretto della prole, motivato dal fatto che “la coabitazione temporalmente paritetica dei genitori col figlio esime dalla necessità di prevedere un contributo ordinario dell’uno (non collocatario) a favore dell’altro (collocatario)“.
È un provvedimento illuminato finalizzato al benessere psicofisico dei figli, spesso penalizzati da modalità concrete di affidamento che rendono irrisori i contatti e le relazioni con uno dei due genitori, rendendo, di fatto, i minori deprivati sostanzialmente di una delle due figure genitoriali che sono il loro punto di riferimento per una crescita sana e scevra di problematiche emotivo-relazionali.

 

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