Articoli del 18/01/2005:

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Attenzione a "My Way"

 

Si sono rivolti a noi persone disperate che avevano sottoscritto il piano MY WAY . E’ il caso, ad esempio della signora M.P. che aveva sottoscritto tale contratto e che non sapeva come fare per riavere i soldi versati. Andiamo per ordine, il my way è un contratto che effettivamente prevede:

- la concessione di un finanziamento rimborsabile in anni 15 o 30 mediante rate mensili;

  • l’acquisto, la custodia e la gestione di obbligazioni e quote del fondo comune azionario ;

- la costituzione in garanzia dei titoli sopracitati sul finanziamento concesso ;

  • l’apertura di un conto corrente per il regolamento delle partite di dare e avere tra banca e cliente.
    Ma adesso prendiamo il caso del signor G.P.; costui – come tanti - aveva sottoscritto tale piano, in buona fede, con la promessa di restituzione del capitale versato in qualsiasi momento ! Ma ciò puntualmente non avveniva ; effettivamente quello che succedeva era che l’utente, senza rendersene conto e senza la sua voluntas, prendeva soldi in prestito dalla banca per impegnarli in strumenti altamente rischiosi . Il consumatore si illudeva di avere effettuato un investimento sicuro, ma, invece, aveva contratto un mutuo con una gravissima penale e aveva effettuato una pessima collocazione dei propri risparmi. Ormai l’utente si trovava in un vicolo cieco da cui era difficile uscire, atteso che se non continuava a versare le rate mensili gli veniva chiuso il mutuo, con l’applicazione della penale; gli venivano svenduti i titoli e tutto il passivo – aumentato vertiginosamente con gli interessi anatocistici etc - gli sarebbe stato addebitato sul conto corrente; a tal punto la banca poteva richiedere un decreto ingiuntivo contro l’utente, con tutte le intuibili conseguenze negative per l’ignaro consumatore..
    Il My Way della ex Banca 121 Spa poi ribattezzato 4 You dagli altri istituti del gruppo Monte dei Paschi di Siena non si sarebbe in realtà dimostrato un tranquillo prodotto per il consumatore; succedeva che l’utente, vuoi per la fiducia riposta nel contraente, vuoi perché il contratto era alquanto incomprensibile ed astruso e con intere parti scritte in inglese ( senza corrispondente traduzione ), non era cosciente del vero e reale contenuto contrattuale. Tale tipo di contratto è nullo perché contrario a norme inderogabili , in violazione sia dell’art.1 della legge 281/98 che del T.U. finanza, del T.U. bancario e del regolamento Consob n.11522 del 1998

I consigli per salvaguardare i diritti del consumatore sono:

  • inviare immediatamente alla banca una lettera con avviso di ricevimento, ove si evidenziano i vizi del contratto e si richieda l’immediata restituzione delle somme versate comprensive di interessi legali;
  • in caso di silenzio omissivo della banca effettuare una diffida e adire le vie giudiziarie.

N.B. in tutto questo periodo è necessario continuare a versare le rate mensili, onde evitare l’effetto capestro del mancato pagamento.

Attenzione ai telefonini

Dalle lamentele dei consumatori si nota che c’è assenza di informazione da parte delle compagnie di telefonia cellulare in merito ai “rischi” connessi alla comparsa della cosiddetta number portability, cioè la possibilità di passare da un gestore all'altro mantenendo il proprio vecchio numero del telefonino. Infatti si fa tanta pubblicità in merito a ciò, ma nessuno realmente spiega quanto la crescente adesione a questo servizio stia costando ai consumatori.

Infatti – come si sa – la maggior parte dei contratti (siano essi con abbonamento o con prepagate) contemplano un costo molto basso per le telefonate fra clienti dello stesso gestore , ma costi spesso sperequati, molto elevati per telefonate effettuate all’indirizzo di un abbonato di un gestore diverso dal proprio (per le quali si può pagare anche 25 e più cent. al minuto).

Proprio a causa della opportunità messo a disposizione di spostarsi da un Gestore all'altro senza modificare il proprio numero del cellulare, il prefisso non identifica più il gestore (prima i 340, 347, etc si era sicuri fossero Vodafone e i 335, , 338, etc era garantito fossero Tim !!) e pertanto succede troppo spesso che quelle telefonate, che si suppone, a prima vista, costino poco, possono invece costarci abbastanza!

Cari consumatori, per fortuna c’è un modo per risparmiare, o sicuramente per sapere se la telefonata che si sta per effettuare costerà poco o molto:

anteponete al numero che si sta chiamando un codice numerico “ 456” se siete clientiVodafone e “ 4884” se siete clienti Tim ; una voce, gratuitamente, Vi informerà del reale gestore di appartenenza del numero che state chiamando, per poi passarvi in automatico la chiamata che potrete effettuare con la consapevolezza di conoscerne concretamente , a priori, il reale costo che vi sobbarcherete…e allora buone e serene telefonate a tutti.

E' tempo di saldi... attenti ai soldi

È tempo di saldi e –come tutti gli anni – si è a caccia di buoni affari…ma attenzione …non fate come la signora Marisa, che, nella fretta e nella frenesia della sindrome da saldi, ha comprato un capo sintetico, illudendosi che fosse di pura cachemire : guardate tutto bene e soprattutto le etichette che illustrano la composizione dei tessuti.

I saldi, per la loro stessa natura, riguardano i prodotti di carattere stagionale o di moda, suscettibili di enorme deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. I cosiddetti “ nuovi arrivi “ non dovrebbero pertanto essere mai in saldo.

Le modalità di svolgimento dei saldi, la loro pubblicità, i periodi e la loro durata sono disciplinati dalle leggi regionali, che attuano il Decreto Legislativo n.114/98.

La legge della Regione Calabria individua i prodotti suscettibili di saldi nei generi di vestiario, negli accessori di abbigliamento, nelle calzature, pelletterie, articoli sportivi, da viaggio, di elettronica, confezioni e prodotti tipici natalizi al termine del periodo festivo.

Il commerciante è libero di aderire o meno all’iniziativa dei saldi nel periodo fissato, ma non è libero di effettuarli in un periodo diverso da quello previsto dalle autorità regionali.

 

Ma ecco un piccolo pro-memoria che i consumatori devono tenere ben presente :

  • Privilegiate i negozi conosciuti, dove vi è maggior sicurezza di acquistare articoli in saldo .
  • Ricordate che per ogni capo in saldo il negoziante deve esporre il prezzo originario, il ribasso del prezzo espresso in percentuale ed il prezzo scontato.

- Attenti ai negozi che espongono articoli a prezzi scontati accanto ad altri articoli a prezzo normale: la legge impone di tenerli ben separati gli uni dagli altri per evitare anomale sorprese al consumatore.

  • Prima di effettuare l’acquisto di un prodotto confrontate i prezzi di più negozi per verificare se si tratta veramente di un buon affare.
  • Diffidate dai super-saldi con sconti superiori al 50%: si corre il rischio reale di imbattersi in fondi di magazzino. Normalmente il saldo autentico presenta percentuali del 20 – 30%.
  • Diffidare, inoltre, dei capi in saldo
  • Attenzione inoltre a cartelli del tipo ¨la merce a saldo non si cambia¨: non hanno nessun valore legale se il prodotto dovesse risultare difettoso o non conforme rispetto alle caratteristiche descritte . In tale caso il consumatore ha tre possibilità:tenersi l’articolo difettoso chiedendo la riduzione del prezzo, accettare la sostituzione con un capo privo di imperfezioni o pretendere la restituzione dei propri soldi.

Cari consumatori ricordate che non siete mai tenuti a dovervi accontentare di un buono acquisto da spendere in futuro. Invece in casi diversi dal vizio o dalla mancata conformità, la sostituzione del capo è a discrezione del titolare dell’esercizio.

- Diffidate dei negozianti che rifiutano il pagamento con carta di credito adducendo la motivazione che si tratta di merce venduta a prezzi più bassi del normale. Se la carta di credito è normalmente accettata non hanno il diritto di rifiutarla; infatti se nella vetrina del negozio è reclamizzata l’accettazione delle carte di credito, durante i saldi non si possono accampare scuse o futili pretesti per rifiutarle: segnalate qualsiasi tipo di rifiuto allo Sportello Altroconsumo.

- Eccetto che per alcuni capi ( maglieria molto delicata o preziosa, biancheria intima )che sono esclusi dalla prova per consuetudine, è bene ricordare che si possono effettuare tutte le prove che necessitano prima dell’acquisto di un capo; pertanto non è per nulla vero che i capi in saldo non si possono provare. Il negoziante, altresì, deve evidenziare all’esterno le taglie disponibili.

- Qualsiasi tipo di comportamento non corretto, o peggio ancora ingannevole, deve essere denunciato allo Sportello Tutela Consumatori ALTROCONSUMO.

Maggiori garanzie per gli utenti bancari con il codice deontologico delle centrali rischi

Dal primo gennaio del 2005 è entrato in vigore il Codice Deontologico di autodisciplina delle Centrali Rischi, che sono quelle banche dati private che verificano l’affidabilità e la puntualità nei pagamenti e le situazioni di morosità degli utenti; ad esse accedono banche ed istituti di credito prima di concedere un prestito, un mutuo o un finanziamento ad un cittadino.

Tale Codice bilancia due esigenze: il valore sociale del credito al consumo ed i diritti di riservatezza, trasparenza e sicurezza dei clienti delle banche.

Per il futuro ci sarà certamente maggiore tutela per gli utenti bancari, in quanto il Codice Deontologico varato dal Garante della Privacy individua le regole di comportamento a cui devono attenersi le Centrali Rischi:

  • i dati possono essere trattati solo al fine della tutela del credito e di valutazione oggettiva della situazione finanziaria e del merito creditizio dell’interessato richiedente un finanziamento; non possono essere perseguiti altri scopi e non possono essere trattati dati sensibili e giudiziari.
  • Sono definite e regolate le modalità di raccolta dei dati e la loro registrazione, i controlli e le verifiche, onde assicurarne esattezza e completezza.
  • È garantita maggiore trasparenza attraverso informazioni chiare ai consumatori.
  • Cambiano modalità e tempi delle segnalazioni delle morosità: vengono infatti segnalati solo i mancati pagamenti inerenti a più rate, onde evitare che banali disguidi o errori portino l’ignaro cittadino a trovarsi in Centrale Rischi come cattivo pagatore ed a essere estromesso dal credito.
  • Si hanno procedure semplificate per l’accesso dell’utente alle banche dati, per le richieste di rettifica o di cancellazione di dati , garantendo un tempestivo riscontro degli operatori del settore, che sono obbligati a sospendere la visualizzazione dei dati per il tempo occorrente ai riscontri da effettuare su questi.
  • Limiti temporali che variano da 1 a 3 anni per la conservazione delle segnalazioni di morosità nella banca dati della Centrale Rischi:
    1 anno dalla regolarizzazione della morosità di 2 rate; 2 anni dalla regolarizzazione dei ritardi nei pagamenti superiori a 2 rate; 3 anni dalla data di scadenza contrattuale del rapporto per eventi negativi non regolarizzati.
  • Le richieste di finanziamento possono rimanere segnalate in Centrale Rischi solo per il periodo strettamente necessario alla loro istruttoria e per un periodo che non può mai superare i 6 mesi; in caso di rifiuto o di rinuncia al finanziamento il relativo dato deve essere cancellato entro un mese.
  • Aggiornamento dei dati con cadenza mensile.
  • Principi da rispettare nel caso di uso di particolari tecniche di elaborazione di punteggi o giudizi sul grado di solvibilità della clientela (cosiddetto credit scoring).

Con tale disciplina certamente non si verificheranno più tutti quei casi ( ne abbiamo risolto tantissimi ed i più disparati ) nei quali un onesto cittadino, solo per un futile errore delle Centrali Rischi o per il ritardo di pochi giorni nel pagamento di una irrisoria rata di un finanziamento veniva segnalato come cattivo pagatore e si vedeva rifiutare ingiustamente qualunque tipo di finanziamento o accesso al credito.

Siamo sempre a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti ed informazioni all’utenza.

S.O.S. Anatocismo

La recentissima sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.21095 ha stabilito che le clausole che prevedono la capitalizzazione trimestrale degli interessi dovuti dai clienti alle banche ( i cosiddetti interessi anatocistici ) sono da ritenersi nulle – anche se stipulate anteriormente alle pronunce della Cassazione del 1999 – in quanto violano l’articolo 1283 del codice civile.

Pertanto gli utenti bancari che hanno avuto scoperti bancari e che sicuramente hanno sborsato, per tale motivo, denaro per interessi sul proprio conto corrente possono effettuare immediata richiesta alle banche per la restituzione di quanto illegittimamente introitato.

Si rammenta che le banche devono rimborsare l’ammontare degli interessi passivi indebitamene pagati dal cliente negli anni precedenti al 22 aprile 2000, data in cui l’anatocismo è stato vietato; infatti da allora gli interessi attivi e passivi vengono calcolati con scadenze uguali.

Prima di tale data, invece, mentre gli interessi passivi, che gli utenti dovevano pagare venivano calcolati ogni tre mesi; le banche – bontà loro - calcolavano solo una volta l’anno gli interessi a favore del correntista.

Per ottenere tale rimborso si deve inoltrare una raccomandata alla banca, dove si ha o si aveva il proprio conto corrente “incriminato”, chiedendo il ricalcalo degli interessi passivi fino al 22 aprile 2000. Il modello di tale lettera si può scaricare dal sito www.altroconsumo.it oppure, se si vuole una lettera personalizzata e si desiderano ulteriori consigli preventivi ci si può rivolgere allo Sportello Altrconsumo di Castrolibero – aperto al pubblico tutti i lunedì pomeriggio presso la Delegazione Comunale di Andreotta – ove, gratuitamente gli utenti potranno usufruite di consulenza e ritirare modellino della lettera di richiesta di rimborso.

Il Presidente di Altroconsumo ha già invitato l’ABI a prendere una posizione matura e legittima in tale campo, a tutela dei cittadini utenti.

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