Articoli del 19/03/2013:

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Lettera di un papà a cui è stato sottratto l'affetto di una bambina:

In occasione della festa del papà pubblico – con le dovute omissioni per la privacy – la lettera di un papà a cui è stata sottratta la figlia minore – o meglio, un papà disperato, perché la sua ex compagna ha sottratto alla figlia minore il diritto alla bigenitorialità, il diritto a tenere rapporti affettivi stabili e continui con il proprio papà, portandola molto lontano dal padre di sua arbitraria volontà.

La socievolezza e l'allegria di Rossella è rimasta impressa nella mente di tutti coloro che l'hanno conosciuta. Non è facile dimenticare una dolce bambina che dopo un solo minuto conquista per spontaneità, solarità e vivacità.

Non mi sento di esagerare, se definisco Rossella persona il cui profilo è diventato molto popolare tra coloro che l'hanno vista almeno una volta.

E' lungo l'elenco di quanti, anche persone che non frequento, fanno riferimento a me per informarsi di una bimba, amica, compagna o parente, che dalla sera alla mattina, partendo, ha lasciato tutto e tutti.

Ad oggi, io, come padre di Rossella, ignoro quando avrò la fortuna di riabbracciare il mio amato gioiello di bimba.
E' certo che nel prossimo futuro, chi mi domandava prima "dove è Rossella?" mi chiederà "è tornata Rossella?". A questa domanda devo dare una risposta più attendibile. Ma quale?

Non si possono evitare i vicini di casa, i colleghi di ufficio, i parenti, gli amici, ma anche i genitori dei compagni di Rossella, i paesani, il mio avvocato e non per ultimo i carabinieri.

In questa occasione ti informo che la Legione Carabinieri "Calabria" ha mandato il suo Appuntato a bussare alla porta di casa per recapitarmi un invito a comparire in caserma per ragioni di giustizia, in riferimento alla situazione di nostra figlia.
Naturalmente io in caserma ci sono dovuto andare!!
Mi hanno invitato a tornare in caserma a riferire se ci sono novità sui fatti che riguardano Rossella.

Ti confesso che è imbarazzante rispondere alla gente che, del futuro dell'unica figlia, forse non potrò decidere nemmeno più un solo giorno o una sola ora.
Tu, abusando della tua figura materna, mi hai negato il libero arbitrio su ogni diritto di padre.

Ma è ancora peggio che la mamma si "lavori" la figlia per farsi perdonare inconsciamente di avergli tolto un padre a cui voleva un mondo di bene: ma quando mai si è visto portare via, con tanta leggerezza, un figlio al genitore a cui è attaccatissimo??
Non mi viene in mente, del mondo animale, nessuna razza, che attui una strategia, così negativa e contro natura.

Dal momento che Rossella ha dei genitori non più giovani, il padre 52 anni e la mamma prossima ai 50 anni, è realistico ritenere che se la bambina godrà come spero di lunga vita, potrebbe vivere senza padre circa 95 anni, praticamente già orfana di un genitore, a partire dal 24 novembre 2012, e senza la madre circa 65-70 anni (considerando che la madre sia sempre in buona salute e non le lasci dei periodi senza protezione genitoriale).

Questo "regalo" una bambina come Rossella, non lo meriterebbe!!

Ma l'egoismo personale a volte fa compiere atti dissennati  oltre che perseguibili penalmente.

La peggiore decisione che può prendere un genitore è quella di mettere un figlio contro il padre o la madre. ovvero contro l'altro genitore.
Chi riesce in questo scopo e si convince di aver vinto è solo uno stupido sciocco, perchè non fa l'interesse del figlio.

Sono sciaguratezze in cui né si vince, né si perde, ma in cui certamente i figli sono le uniche vittime che pagano l'imbecillità dei grandi.

Se non facessi nulla non sarei un padre a cui sta a cuore il miglior futuro possibile della sua unica figlia. Dovrò agire!

Un papà disperato

 

Festa del papà e riflessioni:

Il 19 marzo è la “festa del papà”; in tale ricorrenza - come avvocato matrimonialista - la mia attenzione va particolarmente alla salvaguardia dei diritti dei figli minori di genitori separati ad avere rapporti costanti e continuativi con entrambi i genitori ed , in particolare, con la figura paterna, che purtroppo spesso viene considerata subalterna a quella materna. Necessita un diritto del minore alla bigenitorialità che non si limiti ad una mera dichiarazione di principio, ma sia attuato nella realtà quotidiana.  
La Corte di Strasburgo nello scorso gennaio, con una sua importante decisione, ha stabilito che l’Italia non tutela i diritti dei padri separati, condannando il nostro stato  per non avere consentito a un padre separato di vedere con continuità la figlia dopo la separazione con l'ex compagna.  Nel caso di specie – comune ahimè a tanti altri – nonostante l’affidamento condiviso di un figlio minore ad entrambi i genitori – il papà a causa di ostruzionistici comportamenti della madre dal 2007 era riuscito a trascorrere con la propria figlia solamente qualche ora.
Bisogna rilevare che, a prescindere da separazioni o divorzi, genitori si rimane per tutta la vita e lo si deve essere in maniera responsabile: il minore necessita della presenza costante e dell’affetto di entrambe le figure genitoriali. Privare della figura paterna, anche se in buona fede, un minore vuol dire provocargli violenza emozionale e gravi danni ad un sano sviluppo psicodinamico ed affettivo.
E poi vorrei sottolineare che più che di diritti dei padri separati si dovrebbe parlare di diritti dei minori ad intrattenere relazioni affettive costanti e continue con i loro papà, che rappresentano, alla pari della figura materna, una figura genitoriale molto importante.
E dobbiamo evidenziare che l’Italia proprio per questo è stata condannata per la seconda volta dalla Corte di Strasburgo che ha sostenuto che “la procedura seguita dai tribunali è stata fondata su una serie di misure automatiche e stereotipate, non adeguate a garantire il diritto al rispetto della vita privata e familiare, previsto dall’articolo 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà.
Ogni minore ha il diritto di godere dell’affetto di entrambi i genitori ed è necessario sempre e comunque garantire il principio del superiore interesse del minore, così come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.”

Da parte mia grande solidarietà a tutti quei padri separati, che si occupano con grande affetto e senso di responsabilità dei loro figli, cercando sempre di essere presenti nello loro vite, a qualunque costo, anche se divisi da moltissimi chilometri di distanza, affrontando immani sacrifici pur di poter rendere concreto il diritto dei loro figli alla bigenitorialità.
Sono certa che la serenità ed un sorriso dei vostri bambini vi ripagheranno di tutte le vostre fatiche. Come presidente dell’AMI, associazione avvocati matrimonialisti italiani della sezione di Catanzaro formulo i miei più cari auguri a tutti i papà, con l’auspicio di ottimali relazioni endofamiliari in cui l’ethos solidale prenda il sopravvento su un sistema individualistico e regni tra le due figure genitoriali la comunicazione, la partecipazione, la solidarietà.
Concludo con le parole di una famosa psicoterapeuta statunitense Diana Thompson che sosteneva che fare guerra ai padri significa fare guerra alla società, in quanto si fa del male a volte anche irreversibile ai propri figli, che rappresentano il futuro della nostra società.
Auguri a tutti i papà!

 

 

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