Articoli del 27/12/2013:

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Svolta epocale nella disciplina del rapporto di filiazione:

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta del 13 dicembre il testo del decreto legislativo recante la revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, in attuazione della legge delega 219/2012 che ha affermato il principio di uguaglianza giuridica di tutti i figli, a prescindere dalla loro nascita dentro o fuori il rapporto matrimoniale.
Si rammenta  infatti  che la sopracitata legge 219/2012 ha modificato l’assetto giuridico della filiazione sulla base del principio secondo cui «tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico», disponendo la sostituzione, nel codice civile e negli altri testi di legge, delle parole «figli legittimi» e «figli naturali» con la parola «figli», senza distinzioni di sorta.  E l’art. 2 della legge 219  ha  assegnato  apposita delega al Governo  - da esercitare  entro i l 1° gennaio 2014 -  per la modifica delle disposizioni vigenti al fine di eliminare qualsivoglia  discriminazione tra figli nati nel matrimonio e figli nati fuori del matrimonio.
Tale delega ha trovato quindi attuazione nel decreto legislativo varato dal Governo il 13 dicembre 2013.

Si ha l’importantissima introduzione del principio dell’unicità dello stato di figlio, anche adottivo,  di conseguenza, l’eliminazione dei riferimenti ancora presenti nelle norme ai figli “legittimi”,  “naturali” o “adottivi” e la sostituzione degli stessi con quello di “figlio” tout court.
Le disposizioni attinenti ai rapporti genitori-figli, fino ad ora, erano in parte dislocate nel titolo IX del primo libro del Codice Civile (“Della podestà dei genitori”) e in parte nel titolo IV riguardante il matrimonio. In merito, poi, alla fase patologica della famiglia, l’affidamento e i provvedimenti economici erano contenuti nelle disposizioni disciplinanti la separazione (articoli 155 e successivi del Codice civile) e il divorzio (legge 898/1970).
Ebbene ora ci sarà un accorpamento  della normativa inerente tale materia, che troveremo nel titolo IX, libro primo del Codice civile “Della responsabilità genitoriale e dei diritti e doveri dei figli”, con l’unificazione della normativa sui diritti e doveri della prole e sulla responsabilità genitoriale.
Pertanto, da una parte, diventerà unica la disciplina regolante i rapporti genitori-figli tanto se afferenti alla fase fisiologica quanto a quella patologica, dall’altra invece, verrà sostituita  la nozione di potestà genitoriale  con quella  di responsabilità genitoriale. Questa scelta risponde ad esigenze normative di ‘allineamento internazionale’, il quale giunge a rivoluzionare  la visione tradizionale delle dinamiche familiari e contestualmente ad emancipare  il minore dallo stato di soggezione genitoriale affinché diventi protagonista delle scelte che lo riguardano
Da ora in poi pertanto nessuna distinzione verrà ammessa tra chi nasce all’interno del matrimonio, chi fuori e chi invece viene adottato: un figlio verrà considerato tale a prescindere dalle contingenze familiari.
Il novellato articolo 317 bis del codice civile prevede  il diritto degli ascendenti a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni.
Pertanto permette all’ascendente al quale è impedito l’esercizio di tale diritto , di ricorrere al giudice  del luogo di residenza abituale del minore affinché siano adottati i provvedimenti più idonei nell’esclusivo interesse dei minori.
L’articolo 336 bis c.c. prevede l’obbligo dell’ ascolto del minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore, ove capace di discernimento, in tutti i procedimenti nei quali devono essere adottati provvedimenti  che lo riguardano, salvo che il giudice ritenga l’ascolto in contrasto con l’interesse del minore o manifestamente superfluo.
Vengono, altresì, contemplate modifiche alla disciplina delle successioni  con l’estensione dei vincoli di parentela alla filiazione nata fuori dal matrimonio.  A seguito della novella dell’art. 74 c.c..si porta a dieci anni il termine di prescrizione  per l’accettazione dell’eredità per i figli  nati fuori dal matrimonio. Viene disposta l’abolizione del diritto di commutazione in capo ai figli legittimi sino ad ora  previsto per l’eredità dei figli naturali.
È certamente un cambiamento importante, che mira alla tutela sostanziale del figlio minore, a prescindere da etichette o sovrastrutture varie, poiché questo figlio, sia  nato in costanza di matrimonio che fuori dal matrimonio,  è un soggetto di diritto, che, come parte più debole, deve essere pienamente tutelato , al fine di favorire la sua crescita psicofisica  in maniera equilibrata e armoniosa, accanto a due genitori che, in un ambito di responsabile condivisione del ruolo genitoriale rivestito, abbiano cura e rispetto della personalità in itinere del minore, che ha , altresì, diritto di mantenere rapporti significativi con i parenti di entrambi i rami genitoriali.
Sempre attuale è la massima di Giovenale “maxima  debetur puero reverentia”, che, tradotta letteralmente vuol dire “al fanciullo si deve il massimo rispetto”.  E rispettare i minori  in maniera autentica, senza discriminazioni d sorta,  è  renderli nella sostanza ed in concreto , sin dalla loro nascita, “figli tutti uguali” e tutti da considerare soggetti degli stessi  diritti imprescindibili, inviolabili, irrinunciabili per la realizzazione libera e ottimale della loro personalità come cittadini di una società solidale e paritaria.

 

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