AREA DISABILI :

Questo spazio serve per dare voce ai diritti dei disabili e a fornire informazioni sulle novità legislative perchè...

I DIRITTI NON HANNO HANDICAP !!!

CONSULTA : INCOSTITUZIONALE LIMITAZIONE SOSTEGNO AD ALLIEVI DISABILI:

La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 80 del 2010 depositata il 26 febbraio scorso, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 413, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2008), nella parte in cui fissava un limite massimo al numero dei posti degli insegnanti di sostegno ed ha, altresì, dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 2, comma 414, della legge n. 244 del 2007, nella parte in cui escludeva la possibilità, già contemplata dalla legge 27 dicembre 1997, n. 449, di assumere insegnanti di sostegno in deroga, in presenza nelle classi di studenti con disabilità.

La Corte Costituzionale ha precisato preliminarmente che “i disabili non costituiscono un gruppo omogeneo”, evidenziando come sia importante “individuare meccanismi di rimozione degli ostacoli che tengano conto della tipologia di handicap da cui risulti essere affetta in concreto una persona”. Ed infatti ciascun disabile necessita di un processo di riabilitazione individualizzato finalizzato ad un suo completo inserimento nella società; all’interno del quale l’istruzione e l’integrazione scolastica rivestono un ruolo di primaria importanza.

La Consulta, nell’ampia motivazione, pone l’accento sul diritto all’istruzione dei disabili riconosciuto sia dall’ordinamento internazionale che da quello interno, mettendo in rilievo la recente Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità - adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008 e ratificata e resa esecutiva dall’Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18 - il cui art. 24 statuisce che gli Stati Parti «riconoscono il diritto delle persone con disabilità all’istruzione».

La Corte inoltre evidenzia come la finalità della legge 104/1992 sia quella di attuare, in conformità dell’art. 38, terzo comma, della Costituzione, il diritto all’istruzione dei disabili e l’integrazione scolastica degli stessi, volta “a garantire in tutto il territorio nazionale un livello uniforme di realizzazione di diritti costituzionali fondamentali dei soggetti portatori di handicaps”. Precisa la Corte che, in particolare, l’art. 12 della citata legge n. 104 del 1992 attribuisce al disabile il diritto soggettivo all’educazione ed all’istruzione a partire dalla scuola materna fino all’università e che il “diritto del disabile all’istruzione si configura come un diritto fondamentale”. Il godimento di tale diritto è pertanto garantito attraverso “misure di integrazione e sostegno idonee a garantire ai portatori di handicaps la frequenza degli istituti d’istruzione”. Nell’ambito di tali misure, occupa un posto rilevante quella del personale docente specializzato che è “chiamato ad adempiere alle ineliminabili, anche sul piano costituzionale, forme di integrazione e di sostegno» a favore degli alunni diversamente abili”.

Sottolinea la Corte Costituzionale che, nella prospettiva di predisporre una ottimale tutela dei disabili, soprattutto per quelli che versano in una condizione di gravità, la legge 27 dicembre 1997, n. 449 all’art. 40, comma 1, aveva disposto la possibilità di assumere, con contratti a tempo determinato, insegnanti di sostegno in deroga al rapporto alunni-docenti stabilito dal successivo comma 3. Tale criterio numerico – specifica la Corte - era stato successivamente sostituito con il principio delle «effettive esigenze rilevate», introdotto dall’art. 1, comma 605, lett. b), della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007).

Pertanto la Corte evidenzia che le disposizioni dichiarate costituzionalmente illegittime, nel prevedere un limite massimo nella determinazione del numero degli insegnanti di sostegno e nell’aver eliminato la possibilità di assumerli in deroga, “si pongono in contrasto con il quadro normativo internazionale, costituzionale e ordinario, nonché con la consolidata giurisprudenza di questa Corte a protezione dei disabili”. Risulta, pertanto, evidente per la Consulta che le norme impugnate hanno inciso proprio sull’indicato «nucleo indefettibile di garanzie» per la concreta attuazione di diritti fondamentali dei disabili che la Corte Costituzionale ha già individuato quale “limite invalicabile all’intervento normativo discrezionale del legislatore”.

Ed infatti - motiva la Consulta - la scelta del legislatore finalizzata a sopprimere la riserva che consentiva di assumere insegnanti di sostegno a tempo determinato, “non trova alcuna giustificazione nel nostro ordinamento, posto che detta riserva costituisce uno degli strumenti attraverso i quali è reso effettivo il diritto fondamentale all’istruzione del disabile grave. La ratio della norma, che prevede la possibilità di stabilire ore aggiuntive di sostegno, è, infatti, quella di apprestare una specifica forma di tutela ai disabili che si trovino in condizione di particolare gravità; si tratta dunque di un intervento mirato, che trova applicazione una volta esperite tutte le possibilità previste dalla normativa vigente e che, giova precisare, non si estende a tutti i disabili a prescindere dal grado di disabilità, bensì tiene in debita considerazione la specifica tipologia di handicap da cui è affetta la persona de qua”.
L’Osservatorio esprime ampia soddisfazione per l’emanazione di questa recentissima sentenza della Corte Costituzionale, che è di grande importanza per la concreta attuazione del diritto allo studio dei disabili, soprattutto di quelli che versano in condizioni di gravità.
L’Osservatorio  da anni  si batte per la tutela dei diritti dei disabili ed , in primis, di quello allo studio e alla realizzazione  di una  vera  integrazione sociale delle persone diversamente abili.
Recentemente infatti  era stato promotore di una importante petizione sul diritto allo studio dei ragazzi portatori di handicap e sulla necessità di usufruire del supporto del docente di sostegno con rapporto individualizzato per i casi più gravi. È stata una petizione che ha raccolto un numero molto considerevole  di firme nella  società civile e che è  giunta alle più alte cariche dello Stato  e presa in  grande considerazione dallo stesso Presidente della Repubblica . Oggi  si plaude a questa sentenza della   Corte Costituzionale, che  ha ridato dignità alle persone disabili, nonché fiducia  ai tanti genitori di ragazzi e bambini diversamente abili , che finalmente potranno sperare in un domani migliore , quel domani che è dovere di tutti  garantire al meglio per l’attuazione più autentica dei loro diritti fondamentali.

Avv. Margherita Corriere
Osservatorio sui diritti dei disabili

NUOVA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE A TUTELA DEI DISABILI:

Il 30 gennaio 2009 è stata depositata una nuova sentenza della Corte Costituzionale, a tutela dei diritti dei disabili gravi e del suo nucleo familiare.
Preliminarmente occorre fare una piccola cronistoria giuridica :   l’articolo 80  , comma 2, della legge 388/2000,  successivamente richiamato  dall'articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151,  ha integrato le disposizioni stabilite  dalla Legge 53/2000, dando la possibilità  ai genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito.
Successivamente l'articolo 3, comma 106 della Legge 350/2003 aveva abrogato il disposto che   imponeva, quale requisito per la concessione dei congedi retribuiti, che la figlio disabile grave fosse in possesso del certificato di handicap grave da almeno 5 anni.
Dopo alcuni anni e varie legittime iniziative delle associazioni che tutelano i diritti dei portatori di handicap, tra cui la nostra, la Corte Costituzionale, con sentenza dell’8 giugno 2005, n. 233, ha dichiarato illegittima la norma nella parte in cui non prevede il diritto di uno dei fratelli o delle sorelle conviventi con soggetto con handicap in situazione di gravità di fruire del congedo straordinario, nell'ipotesi in cui i genitori siano impossibilitati a provvedere all'assistenza del figlio handicappato perché totalmente inabili.
In seguito,  la Corte Costituzionale, con  la sentenza 18 aprile 2007, n. 158,  ha censurato, dichiarandone l’incostituzionalità, la norma che
 “ escludeva  dal novero dei beneficiari del congedo straordinario retribuito il coniuge, pur essendo questi, sulla base del vincolo matrimoniale ed in conformità dell'ordinamento giuridico vigente, tenuto al primo posto  - ex art. 433 cod. civ.- all'adempimento degli obblighi di assistenza morale e materiale del proprio consorte, obblighi che l'ordinamento fa derivare dal matrimonio. Ciò implica, come risultato, un trattamento deteriore del coniuge del disabile, rispetto ai componenti della famiglia di origine". Pertanto veniva dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'articolo 42, nella parte in cui non prevedeva la concessione dei congedi retribuiti anche al coniuge della persona con handicap grave.
Ma a quel punto, proprio commentando tale sentenza, l’Osservatorio dei diritti dei disabili aveva evidenziato che c’era ancora un problema molto rilevante di sostanziale iniquità, che ledeva il diritto di uguaglianza ed i diritti fondamentali dei disabili, soprattutto dei figli delle persone portatrici di handicap grave: infatti in una società in cui sono numerosi gli anziani diversamente abili con handicap in situazione di gravità, era anticostituzionale che  non spettasse il sacrosanto diritto di usufruire di tali congedi  ai figli di genitori gravemente disabili,  E quindi ci si attivava affinché venisse modificata la normativa anche in questo senso.
Tantissime sono state le iniziative dell’Osservatorio, come delle altre associazioni che tutelano i disabili, al fine di rimuovere anche questo ostacolo che ancora  frapponeva la normativa ad un paritario trattamento di tutti i disabili e dei loro parenti, siano essi genitori, figli, coniugi o fratelli.
 Infatti c’erano state molteplici segnalazioni da parte di figli – specialmente conviventi – con genitori  portatori di handicap in situazione di gravità, che erano molto preoccupati perché , lavorando, non avevano né il tempo, né pertanto la concreta ed idonea possibilità di accudire e sostenere , sia materialmente che psicologicamente , il proprio padre o la propria madre disabili gravi o gravissimi, rendendosi conto che spesso le persone anziane, in quelle condizioni , hanno , non solo bisogno del supporto di una mera  “badante “, ma del conforto affettivo e psicologico di un figlio.
Da una stima e da  una analisi statistica di tutte le richieste che ci sono  pervenute negli ultimi anni gli anziani o – comunque – la fascia dei “genitori portatori di handicap grave” , tra tutti i vari tipi di parenti disabili gravi, una percentuale  che si assesta, al momento intorno al 70%, con picchi addirittura superiori all’80% in alcune zone.
Ancora una volta è stata in ogni caso la Corte Costituzionale, ad intervenire con una sentenza molto importante per la dignità dei disabili; infatti con   la Sentenza n. 19 del 26 gennaio 2009, la Corte Costituzionale  ha stabilito l'illegittimità costituzionale della normativa sopracitata anche nella parte in cui non prevede la concessione dei congedi ai figli che assistono i genitori conviventi in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.
Nella Sentenza, la Corte rileva  pertanto che «La disposizione censurata, omettendo di prevedere tra i beneficiari del congedo straordinario retribuito il figlio convivente, anche qualora questi sia l'unico soggetto in grado di provvedere all'assistenza della persona affetta da handicap grave, viola gli artt. 2, 3 e 32 Cost., si pone in contrasto con la ratio dell'istituto. Questa, infatti, consiste essenzialmente nel favorire l'assistenza al disabile grave in ambito familiare e nell'assicurare continuità nelle cure e nell'assistenza, al fine di evitare lacune nella tutela della salute psico-fisica dello stesso, e ciò a prescindere dall'età e dalla condizione di figlio di quest'ultimo».
La Corte dichiara pertanto l’illegittimità costituzionale dell’articolo 42, comma 5, del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 «nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto il figlio convivente, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.»
Pertanto, dopo la Sentenza citata anche i lavoratori che assistono il genitore con handicap grave, finora esclusi dal beneficio, hanno diritto a richiedere la concessione dei due anni di congedo retribuito.


Avv. Margherita Corriere.

INVALIDI CIVILI: UNA NOTA MINISTERIALE FAVORISCE LA PIENA ATTUAZIONE DELLA LEGGE DEL 9 MARZO 2006 n.80:

La Legge 9 marzo 2006, n. 80,  ha stabilito  che i soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, che abbiano dato luogo al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione, siano esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap.
Il Decreto applicativo del 2 agosto 2007 ha fissate 12 voci relative a condizioni patologiche che determinano una grave compromissione dell’autonomia personale e gravi limitazioni delle attività e della partecipazione alla vita comunitaria.
Finalità della normativa è quella di  evitare alle persone disabili gravi inutili visite di revisione.
Ma si è potuto verificare, in concreto, che  le indicazioni operative per le Aziende sanitarie e le misure di tutela per il Cittadino erano pressoché assenti e che capitava spesso che le Aziende sanitarie invitassero il cittadino a visita senza poi verificare, nella fattispecie concreta, se le menomazioni o le patologie di cui era portatore fossero tra quelle per le quali, ai sensi di legge, venivano esclusi successivi controlli medico-legali.
In una simile situazione sempre più confusa e di effettiva disapplicazione della normativa, recentemente è intervenuta la Direzione Generale Prevenzione Sanitaria del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che ha inviato una nota “urgente” a tutte le Regioni, ai direttori generali delle Aziende Sanitarie e all’INPS.
Il documento precisa cosa fare  riguardo alle persone invalide beneficiarie di indennità di accompagnamento o di comunicazione per le quali le Commissioni delle Aziende sanitarie hanno previsto una successiva visita di revisione.
La nota specifica che l’INPS dovrà inviare a ciascuna Commissione dell’Azienda Sanitaria l’elenco delle persone titolari di indennità di accompagnamento o comunicazione per le quali è prevista la revisione, con la richiesta dei fascicoli sanitari.
A tal punto le Aziende dovranno inviare la documentazione sanitaria in plichi chiusi con l’annotazione “Trasmissione selettiva ai sensi del DM 2/8/07”.
Successivamente le Commissioni INPS dovranno redigere un verbale per ciascun fascicolo esaminato, da cui risulti il diritto o meno per il soggetto all’esenzione da qualunque altra visita di revisione.
Ultimato l’esame, restituiranno alle Aziende Sanitarie i fascicoli corredati del verbale.
Il Ministero prevede, altresì,  che sia compito dell’INPS comunicare direttamente alle persone, che sono state ritenute esonerate, che non saranno più chiamate a visita.
La nota del Ministero riguarda anche le nuove visite: In tali casi le Commissioni dell’Azienda Sanitaria devono scrupolosamente attenersi alle disposizioni del decreto, avendo cura di esprimere il proprio parere sulla base della documentazione indicata, annotando nel verbale, quando ricorre il caso, il diritto all’esenzione da successive visite di verifica e controllo.
Questo è un passo avanti molto importante ottenuto anche dopo le tante segnalazioni effettuate alle Autorità preposte e al Ministero da parte di chi - come noi - dà voce ai disagi ed alle ingiustizie di cui spesso le categorie più deboli sono gravate. Ed infatti spesso alle difficoltà di mobilità degli invalidi più gravi, alle interminabili e stancanti attese per la visita di controllo, si aggiungeva anche, per effetto di un “diabolico“ automatismo della procedura informatica, la sospensione automatica del pagamento della provvidenza economica, con gravissimi danni proprio per quei disabili molto gravi, con nessun altro tipo di introito patrimoniale. Ciò ha causato drammi umani gravissimi a cittadini veramente bisognosi, che si sono visti annientati in toto.
Ebbene la normativa attuale, dopo l’ultima nota ministeriale, finalmente potrà avere concreta attuazione per una autentica dignità della personalità del cittadino portatore di gravi invalidità.
Per chi avesse da segnalare qualche problema in merito o vorrebbe più delucidazioni sulla normativa può rivolgersi all’Osservatorio dei Diritti dei Disabili e dei Malati aperto al pubblico tutti i lunedì pomeriggio a partire dalle 16,00 presso la Delegazione Comunale di Andreotta di Castrolibero o inviare una mail al seguente indirizzo mcorriere@libero.it.


Osservatorio dei Diritti dei Disabili e dei Malati
La Responsabile
Avv.  Margherita Corriere.

DOCUMENTAZIONI SUI DIRITTI DEI DISABILI E DEI MALATI:

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